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Hotel San Luca

Spoleto Estate

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Spoleto Estate è un happening” spiega il sindaco di Spoleto Daniele Benedetti “perché  l’esperienza del pubblico non si esaurisce con il consumo di uno spettacolo ma si allarga a creare un’atmosfera di vera partecipazione, fatta di voglia di stare insieme, di ritrovarsi, di esserci, un principio di piacere condiviso. Spoleto Estate è un evento che è ormai diventato una felice, preziosa consuetudine per la città. Lo si capisce bene dalla curiosità  che serpeggia prima dell’annuncio del programma. Lo si capisce soprattutto dal successo costante di pubblico che gratifica lo svolgersi degli spettacoli, felicemente immortalato da tante istantanee, quel colpo d’occhio esaltante a cui ci siamo ormai abituati, con le piazze piene e i teatri gremiti. Sono segnali che dimostrano la voglia di spettacolo, mai sopita, del pubblico spoletino e non solo. Così come la capacità da parte della città di saper organizzare eventi che sanno raccogliere consensi e suscitare entusiasmo”.

 

Vini nel Mondo

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Vini Nel Mondo 2010: Eccellenze tra Musica, Arte & Cultura a Spoleto.
Nei mesi di Maggio – Giugno Spoleto ospita l’attesissima manifestazione di “Vini nel Mondo”, prestigiosa kermesse di caratura nazionale e internazionale dedicata al vino.

Un calendario ricco di appuntamenti quello di Vini nel Mondo per conoscere e approfondire sempre più le tematiche delle eccellenze territoriali.

Imperdibile l’oppurtunità di degustare le migliori etichette di vini che ogni anno scelgono Spoleto per far conoscere la propria storia e le proprie eccellenze. Previsti per l’appuntamento approfondimenti, degustazioni guidate, incontri con i più illustri protagonisti del settore, dibattiti, visite alle cantine, asta di beneficienza, concerti.

A far da cornice alla manifestazione gli eleganti palazzi storici della cittadina scelti come location.

Attesissima è la Notte Bianca di Vini nel Mondo che ogni anno coinvolge con allegria e divertimento migliaia di giovani.

Piazza del Mercato

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Dal giro della Rocca si arriva al Palazzo Arcivescovile, il cui cortile interno ospita la Chiesa di S. Eufemia. Risalente alla prima meta del secolo XII, e di stile romanico spoletino con influenze lombardo-venete. L’interno, perfettamente conservato, e` caratterizzato dal matroneo soprastante.

A pochi metri da S. Eufemia, vicino al Palazzo del Municipio, troviamo la Casa Romana. L’edificio del I secolo d.C., gia restaurato nel II secolo, e` ora visitabile. Probabilmente di proprieta di Vespasia Polla, madre di Vespasiano, ha pavimenti a mosaico e le tipiche caratteristiche di casa nobile di quei tempi: il pluvio, il pozzo, l’atrio, il grande ambiente destinato alle riunioni familiari, e altre quattro stanze.

Scendendo ancora, incontriamo Piazza del Mercato. Gia foro romano e spazio pubblico di grande importanza per la vita sociale cittadina, la piazza rappresenta ancor oggi il “centro” per eccellenza. In fondo, spicca la barocca Fonte di Piazza. Oggi in Piazza del Mercato, tutte le mattine, si tiene il mercatino di frutta e verdura.

Le Mura Ciclopiche

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Lungo la strada che da piazza Garibaldi che si inerpica su per il centro storiche si trova via Cecili. Dallaparte retrostante si trova la chiesa diS. Nicolò fino alla piazza della Torre dell’Olio dove si snoda questa parte della città. Dove, all’interno degli storici giardini chiamati tradizionalmente “le piantarelle” dove si possono trovare le “Mura ciclopiche”. Questo sito archeologico è costituitoda ciò che resta della fortificazione muraria di epoca romana e pre- romana. Sono chiamate Mura ciclopiche a causa della grandezza delle pietre da cui erano e sono formate,che lasciano intendere, anche in modo leggendario, una loro origine costruttiva ad opera di ciclopi.

Piazza della Libertà e Dintorni

 

 

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la fine di corso Mazzini importante nodo cittadino, la piazza fo un tempo spazio privato che dava respiro al seicentesco palazzo Ancaiani (di fronte a corso Mazzini) oggi sede del centro italiano di studi sull’alto medioevo. A sinistra della piazza si diparte via Brignone, la sola strada carrozzabile che salga sino alla Rocca, sul cui il primo tratto si affacciano, a sinistra piazza fontana con l’omonimo palazzo e a destra, il seicentesco palazzo Mauri sededella biblioteca comunale. Di fianco a questo, alla destra, merita una deviazione via Fiordespina Lauri che amenamente conduce al pittoresco vicolo delle cantocelle, un angusta discesa fra belle abitazioni, archi e robusti muri di sostegno di splendidì giardini pensili che nelle immediate adiacenze di via le Matteotti. In via Brignone, di fronte a palazzo Mauri, in uno slargo il cinquantesimo palazzo Scelli visibili dallo stesso slargo ilprospetto della chiesa di Sant’Ansano, l’arco di Druso e Germanico e la porta romana o arco di Monterone. Quest’ultimo immette nel popolare Borgo di Monterone e nella sua principale e omonima via. Qui, subito a sinistra, via delle Felici con un tratto della cinta urbica romana, in fondo i resti del convento e chiesa dei santi Simone e Giuda e una scalinata che sale in via Brignone e, discendendo a sinistra, la chiesina di San Marco in Pomeriis (Pomerio) del VI secolo, con i ruderi dell’omonima abbazia. Proseguendo per viaMonterone, sempre sulla sinistra, dopo il bel cavalcavia rinascimentale, un vicolo che immette al cinquecentesco monastero di Sant’Angelo. Scendendo, sullo stesso lato, la chiesetta di Santa Maria (XVI secolo) e alla fine, a destra, la minuscola chiesa della Madonna del Pozzo. Notevoli, vie e vicoli,la via delle mura ed omonima esterna, prospicienti il Monteluco e l’adiacente zona degli “orti del sole” (centro sociale per anziani). IL borgo medievale era chiusa dalla trecentesca porta Monterone, detta anche porta di San Pietro dalla vicina chiesa, che presenta gli stemmi della città, oltre la qual, in linea retta su via San Carlo, quattrocentesca chiesa di San Rocco (o Santa Maria del massaccio da ruderi che vi furono rivenuti), nel parcheggio l’ex chiesa di San Sebastiano e, oltre la statale flaminia, la chiesa di San Pietro.

Ponte Sanguinario

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Ponte Sanguinario. In piazza della Vittoria, al di sotto del piano stradale. Deve il proprio nome o ad una alterazione del termine Sandapilarius riferito alla porta omonima del vicino Anfiteatro o alle persecuzioni cristiane che secondo molti agiografi vi sarebbero avvenute. Del I secolo a.C., a tre possenti arcate, costituite da grossi blocchi squadrati di travertino, consentiva alla Flaminia l’attraversamento del torrente Tessino. A causa del progressivo spostamento a nord dell’alveo del torrente, rimase per secoli inutilizzato e poi fu interrato; venne riportato alla luce nel secolo scorso.

 

Teatro Romano

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Costruito nel I secolo d.C. su una piattaforma artificiale, danneggiato e già ripristinato in età romana, venne nel tempo inglobato negli edifici circostanti. Riportato alla luce alla fine del secolo scorso, fu restaurato ad iniziare dal 1954 e attualmente viene utilizzato per spettacoli all’aperto, soprattutto durante il Festival dei Due Mondi. L’orchestra con parte del pavimento, le due prime file di gradini, la facciata ad arcate cieche e semicolonne, l’ambulacro con volta a botte ed i corridoi sono originali; la gradinata è stata ricostruita su tracce, parte in pietra e parte in cemento, mentre la scena andò distrutta forse quando fu eretta, nella via retrostante, l’abside della ex chiesa di Sant’Agata. Nel monastero annesso alla chiesa, il cui chiostro chiude da un lato il teatro, ha trovato sistemazione il Museo Archeologico Nazionale ove sono conservati reperti archeologici, numerose iscrizioni, una serie notevole di ritratti ed un’interessante documentazione sugli scavi cittadini e sui ritrovamenti di età protostorica.

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Via dell’Anfiteatro

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Da pizza Garibaldi parte via dell’Anfiteatro che inizia il percorso di avvicinamento al centro storico vecchio.

Il nome prende origine dall’Anfiteatro rinvenuto all’interno della caserma (ora centro sociale dei dipendenti del mi mistero della di fesa). La via, che arriva alla via Cecili, passando per la cosiddetta curva di picchi, transita davanti a palazzo Marignoli, una residenza nobiliare ottocentescarecentemente restaurata. Via dell’Anfiteatro costituisce l’inizio della via che percorre tutta la città smontandosi come un serpente dentro la città.

Via Porta Fuga

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Da piazzaTorre Dell’Olio verso corso Garibaldi si dipana Via Porta Fuga. La via, ripida e pedonale, passa sotto la Torre Dell’Olio dalla quale, secondo la tradizione, gli spoletini gettarono olio bollente sulle truppe di Annibale infuga, o costrette per questo motivo alla fuga, da cui il nome della via. Percorrendo Via Porta Fuga si incontra la porta, antica delleprimitivemura di cinta, la qualeriportal’iscrizione latina che ricorda la vittoria sull’esercito cartaginese.