Abbazia di San Pietro in Valle, Ferentillo ( ! In attesa di nuovi sopralluoghi ! )

Abbazia di San Pietro in Valle, Ferentillo ( ! In attesa di nuovi sopralluoghi ! )

Già scelto precedentemente come luogo eremitico, questa abbazia sorge nel luogo dove nel 720 Faroaldo II, duca di Spoleto, si ritiro’ fondando  il nucleo  conventuale benedettino. L’edificio attuale è il frutto di un ripristino degli anni ’30 del ‘900che riecheggia modelli d’oltralpe come Cluny II e St. Michael di Hildesheim. La maestosa torre campanaria, datata seconda metà dell’XI secolo si rifà a modelli romani con contaminazioni lombarde. Nel 1995 si è concluso il restauro del ciclo di affreschi che decora le pareti della navata, considerato uno dei grandi monumenti della pittura romanica in Italia(fine XII°/inizi XIII°). Degni di nota anche gli affreschi dell’abside centra le del Maestro di Eggi, l’altare maggiore firmato “Ursus Magistero” ed il sarcofago di Faroaldo II, urna romana della metà del III° Isecolo a.C.

indirizzovia dell’Abbazia, o5034,  Ferentillo, Terni
orariDal 01/03 al 31/03 sabato e domenica 10-12,30 e 13,00-16,00. Dal 01/04 al 30/09 tutti i giorni 10-13/15-18
biglietteriaingresso gratuito
emailabbazia@sanpietroinvalle.com
tel_modificato-10744-780724(ufficio turistico)/0744-780129 (Residenza d’Epoca dell’Abbazia)

Accessibilità Soddisfacente ACCESSIBILITA’ SODDISFACENTE
  • Il sito su cui sorge l’abbazia venne scelto dagli eremiti Lazzaro e  Giovanni che nel 516 vennero in Italia dalla Siria. Si deve poi a Faroaldo II nel 720 l’edificazione, sulla tomba dei due eremiti, dell’abbazia dedicata a San Pietro. Il duca longobardo di Spoleto infatti si ritirò qui quando fu spodestato dal figlio e qui morì da monaco nel 728. Dopo le distruzioni compiute dai saraceni (fine IX secolo). Ottone III diede avvio alla campagna di restauro (996) portata poi termine dal successore Enrico II. L’edificio attuale, frutto di un ripristino compiuto negli anni ’30 del ‘900, è composta da un’aula unica con copertura a capriate e un forte  sviluppo longitudinale.  La pianta riecheggia modelli d’oltralpe come Cluny II o St. Michael di Hildeshem. La torre campanaria, datata XI° secolo, si rifà a modelli romani con contaminazioni lombarde, come pure le sculture di San Pietro e Paolo del portale meridionale. All’ interno è presente un complesso ciclo di affreschi, sulle pareti della navata, nell’arco trionfale ed in origine sulla contro facciata. Il restauro degli affreschi si è concluso nel 1995. La decorazione è organizzata su quattro registri: i primi tre con scene del vecchio e nuovo testamento, l’ultimo, fortemente rovinato, era occupato da elementi ornamentali e immagini votive. Ogni  scena è inquadrata da una finta galleria di colonnine e presenta un titulus esplicativo. Questa decorazione, datata fine XII° inizi XII° secolo, è considerato un capolavoro della pittura romanica in Umbra. Nell’abside si trova un  grande affresco organizzato su tre registri attribuito al maestro di Eggi (1445 circa). L’altare maggiore, frutto di restauri fatti nel 1931  è un raro esempio di arte longobarda. La lastra scolpita e firmata “Ursus Magister” era stata commissionata dal duca  di Spoleto Ilderico. Nel transetto destro è custodito il sarcofago Faroualdo II, su urna romana della metà III° secolo a.C .Sul fondo del transetto si trovano altri sarcofagi dello stesso periodo. Da una porta laterale destra si esce sul chiostro dell’ex-convento (fine 1300), ora struttura privata e residenza d’epoca.