Chiesa di San Fortunato, Montefalco

Chiesa di San Fortunato, Montefalco

La chiesa, intitolata all’evangelizzatore di Montefalco, morto nel 390, è preceduta da un cortile a portico del ‘400 con quattro colonne antiche, che precede il portale affrescato da Benozzo Gozzoli e Tiberio d’Assisi. Meritano una visita nel bosco circostante le Grotte di San Fortunato, scavate nel terreno.

 

Accessibilità Soddisfacente Accessibilità soddisfacente

 

indirizzovia San Fortunato 5, Montefalco, PG
orarisu prenotazione
biglietteriaingresso libero
tel_modificato-10742.378102

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  • La chiesa, intitolata all’evangelizzatore di Montefalco, morto nel 390, risale secondo la tradizione al V secolo. Nel 749 è documentata sul colle di S. Fortunato una corte longobarda con «castellum» e pieve che, nel XIII secolo, è una delle più importanti della regione. Il palazzo fortificato, dove nel ‘200 risiedevano i vescovi di Spoleto, è ristrutturato (con intervento di Lorenzo Maitani) a partire dal 1320, dopo l’annessione della pieve alla Camera apostolica. Il castello è distrutto dal popolo nel 1439; pochi anni dopo i ruderi della chiesa e del castello vengono ceduti ai frati francescani, che vi ricostruiscono un convento, più volte modificato in seguito e tuttora abitato da frati minori. La chiesa attuale è preceduta da un cortile a portico del ‘400, con quattro colonne antiche. Nell’ala sinistra vi si apre la cappella di S. Francesco o delle Rose, affrescata da Tiberio d’Assisi nel 1512. Sotto l’arcata del portico di fronte all’ingresso è il portale della chiesa: nella lunetta, “Madonna col Bambino e i Ss. Francesco, Bernardino e due angeli”, e al di sopra “Sette angeli”, affresco di Benozzo Gozzoli. A destra del portale, “S. Sebastiano”, affresco di Tiberio d’Assisi, e lapide sepolcrale di Pompilio de Cuppis (m. 1558). Nell’interno a una navata: nella cappella a sinistra dell’ingresso, sarcofago di S. Fortunato, ornato sulla fronte di tre tondi ad affresco, attribuiti a Benozzo Gozzoli. All’altare destro (con i resti del sarcofago gotico che conteneva le ossa del santo, rotto nel 1740), “S. Fortunato in trono”, affresco di Benozzo Gozzoli; a destra, “la Vergine in adorazione del Bambino e angelo musicante”, frammenti di affreschi dello stesso Gozzoli (1450). Nel chiostro interno del convento, entro 28 lunette, “Storie di S. Francesco”, di un artista della cerchia dei Nasini. Nel bosco, le cosiddette grotte di S. Fortunato, scavate nel terreno e, secondo la tradizione popolare, legate alla vita del santo.

 

via san fortunato, montefalco