Chiostro San Nicolò

Chiostro San Nicolò

Luogo di culto già dal IV° secolo,  il chiostro e la chiesa furono costruiti nel 1304 per l’ordine degli agostiniani. Attualmente gli edifici sono utilizzati come location per alcuni dei più importanti eventi della città.

 

monumenti_verde  Accessibilità eccellente
indirizzoVia Gregorio Elladio, Spoleto, PG

orari su richiesta o per aperture straordinarie
biglietteriaingresso gratuito
emailinfo@iat.spoleto.pg.it

tel_modificato-10743.218620/21 (IAT Spoleto) 

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    Ambiente esterno: il chiostro  si trova nel centro della città di Spoleto, lungo via Gregorio  Elladio.  Si può visitare  solo in occasione di particolari eventi (“Vini  nel mondo” e il Festival dei Due Mondi”). La Chiesa, annessa al Chiostro  non è più utilizzata come luogo di culto. In zona ci sono servizi di vario tipo sia in direzione di Piazza Garibaldi, sia in direzione  di  Corso Mazzini dove si possono trovare negozi , bar, bancomat , Wc ecc…

    Parcheggio: ci sono alcuni parcheggi  riservati  sia nella via sottostante, via Cecili,  che nella via adiacente il Chiostro, via G. Elladio. I parcheggi sono ben segnalati su strada asfaltata.Su via  Cecili  è leggermente in pendenza.

    Percorso: se si parcheggia in via G. Elladio si percorre qualche metro di strada asfaltata, in pendenza e si arriva al cancello d’ ingresso del  Chiostro. Se si parcheggia in via Cecili si percorrono circa 200 metri di strada asfaltata, con buon dislivello e  alcune zone dissestate.  E’ una via  molto trafficata quindi c’e da fare attenzione  alle  macchine, sopratutto con carrozzina meccanizzata, nei punti non è possibile salire sui marciapiedi.

    Ingresso: il cancello d’ ingresso è in ferro, molto largo ed in piano. Dal cancello si accede al chiostro, un grande ambiente aperto, con pavimento a mattoncini liscio,  ed ampi spazi di manovra.

    Ambiente interno: percorrendo un corridoio largo, in discesa, ed una piccola pedana di legno non fissa, alta 3-4 cm si accede al portico. Da questo, caratterizzato da pavimento in pietra con leggeri dislivelli, si arriva all’ingresso della chiesa. Qui superando una porta tagliafuoco, larga 150 cm, con una pedana fissa gommata alta 20 cm circa, si entra nella chiesa, ora adibita a teatro. Entrando in uno spazio accessibile, con buone possibilità di manovra e pavimentazione liscia si trovano subito dei posto riservati ai disabili. Per uscire dal Chiostro si può procedere con percorso fatto a ritroso oppure vi è un portone con pedana in legno, non fissa di 7 cm che dà direttamente su vi G. Elladio.

    Wc: sono presenti e del tutto accessibili. Si trovano lungo il corridoio del portico. Le porte per l’accesso sono larghe tutte più di 90 cm. Il pavimento è in piano e c’è abbastanza spazio per le manovre sia con carrozzina a spinta sia con quella meccanizzata.

  • Nell’area dove oggi sorge San Nicolò esisteva già nel IV°secolo una chiesetta intitolata a San Nicola di Bari ed è inoltre accertata la consacrazione di una chiesa di questo titolo nel 1089. Tale edificio fu concesso ai frati agostiniani dal Vescovo Bartolomeo Accoramboni nel 1263 che ottennero anche la vicina chiesa di San Massimo. Sull’area delle due chiese edificarono nel 1304 la chiesa di san Nicolò e il monastero che fu tra i maggiori centri di cultura della città fino al XVII°secolo.

    La chiesa ha semplice pianta rettangolare che si conclude con un’altissima abside poligonale; la facciata è a due spioventi ed è arricchita da un grande portale archiacuto e scolpito, di moderato stile gotico. Nella lunetta è visibile un affresco rappresentante la “Madonna col Bambino fra i Santi Agostino e Nicola”, realizzato nel 1412 dal Maestro della Dormitio di Terni. L’interno ha perduto quasi totalmente la decorazione e le numerose cappelle costruite dal XIV al XVII secolo, ed è costituito da una grandissima aula rettangolare con copertura a capriate terminante con una tribuna sulla quale è innestata una maestosa volta ad ombrello aperta per mezzo di bifore. In una cappella laterale vi è “Lapidazione di Santo Stefano” di Etienne Parrocel, nella cappella contigua affreschi del ‘500. L’ex-convento si articola attorno a due chiostri, uno trecentesco, l’altro del secolo successivo. Al di sotto resti di antiche strutture romane di I° secolo.

via Gregorio Elladio, Spoleto