Fonti del Clitunno, Campello sul Clitunno

Fonti del Clitunno, Campello sul Clitunno

Nei pressi del Tempietto si trovano le Fonti del Clitunno da cui ha origine il modesto corso d’acqua omonimo. Polle d’acqua limpidissima e fredda formano un laghetto suggestivo, poco profondo e sparso di verdi isolette con le rive erbose lambite di salici piangenti. Luogo turistico già da tempo antico fu visitato da grandi personaggi come Plinio Il Giovane, George Byron e Giosuè Carducci.

indirizzoVia Flaminia 7, Località Fonti del Clitunno, 06042, Campello sul Clitunno
orari -Dal 1 gennaio al 28 febbraio mattina: 10.00 – 13.00 pomeriggio: 14.00 – 16.30

           -Dal 1 marzo al 15 marzo mattina: 9.00 – 13.00 pomeriggio: 14.00 – 18.00

           -Dal 16 marzo al 30 marzo mattina: 9.00 -13.00 pomeriggio: 14.00 – 18.30

          -Dal 1 aprile al 15 aprile 9.00 – 19.30

           -Dal 16 aprile al 30 aprile 9.00 – 20.00

          -Dal 1 maggio al 31 agosto 8.30 – 20.00

         – Dal 1 settembre al 15 settembre 8.30 – 19.30

         -Dal 16 settembre al 30 settembre 9.00 – 19.30

         -Dal 1 ottobre al 1 novembre mattina: 9.00 – 13.00 pomeriggio: 14.00 – 18.00

        -Dal 2 novembre al 31 dicembre mattina: 10.00 – 13.00 pomeriggio: 14.00 – 16.30

        Festivi e prefestivi orario continuato. Aperto tutti i giorni tutto l’anno tranne il 25 dicembre


biglietteriaintero € 3,00; per i gruppi superiori alle 15 persone il prezzo è di € 2,00 a persona, per i gruppi di studenti sotto i dieci anni il prezzo è di € 1,00 a persona. Per i bambini sotto i 10 anni è gratuito.
emailparcostorico@fontidelclitunno.it – www.fontidelclitunno.it
tel_modificato-10743. 521141

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    Accessibilità Soddisfacente ACCESSIBILITA’ SODDISFACENTE

    AMBIENTE ESTERNO: le Fonti si trovano lungo la via Flaminia tra i paesi di Campello sul Clitunno e Pissignano. Vicino al sito si trovano bar,ristoranti, bagni pubblici, negozi di souvenir. Per trovare altri servizi come bancomat, alimentari e non solo è necessario spostarsi nei paesi vicini.

    PARCHEGGIO: è presente, all’esterno con superficie in asfalto, a qualche metro di distanza dall’ ingresso delle fonti. Ci sono posti riservati ai disabili.

    PERCORSO: dal parcheggio si percorre qualche metro del piazzale asfaltato, si attraversano giusto un paio di metri di marciapiede con ciottoli e si accede dopo un ampio cancello in legno alle fonti.

    INGRESSO:  ampio passaggio con notevole pendenza su strada prima a cubetti sconnessi poi di ghiaia. Superata  la biglietteria inizia il  percorso vero e proprio.

    PERCORSO: ci sono stradine in ghiaia da percorrere e sul alcuni tratti dei ponticelli in legno con corrimano sempre  in legno della larghezza di 170 cm. L’ accessibilità è buona, c’è solo da fare attenzione in alcuni tratti alle radici degli alberi che si possono trovare lungo la strada. In  particolare con carrozzine meccanizzate un solo tratto del percorso non è  accessibile per la presenza di un ponte di legno con scalini (13-14 cm).

    BAGNI: si trovano interno del bar-ristorante delle Fonti. Il bar è accessibile, il bagno pure ma con porta d’ingresso di larghezza un metro circa.

  • Le Fonti del Clitunno come le vediamo oggi sono diverse da quelle del Primo secolo, ai tempi di Plinio Il Giovane che lascia una testimonianza in merito. Un violento terremoto, nel 444 cambiò la faccia della zona e, probabilmente, fu la causa del ridimensionamento del fiume Clitunno, fino ad allora navigabile. La sistemazione delle Fonti del Clitunno come le vediamo oggi è dovuta all’opera paziente di Paolo Campello della Spina che tra il 1860 e il 1865 tolse la terra per creare lo spazio per il laghetto e provvide a far crescere la vegetazione che ancora oggi caratterizza le Fonti del Clitunno. Qualche anno dopo Giosuè Carducci scrisse l’ode barbara alle Fonti del Clitunno. Il passaggio del poeta è ricordato oggi da una stele dello scultore torinese Leonardo Bistolfi con uno scritto di Ugo Ojetti. Ma già qualche anno prima George Byron, in pellegrinaggio in Italia, era passato sulle rive del Clitunno e vi aveva lasciato traccia della sua vena poetica. E sempre ai tempi di Augusto il poeta imperiale per eccellenza, Virgilio, aveva riportato a proposito del parco la curiosa leggenda dei buoi che, immergendovisi, sarebbero diventati ancora più candidi. Una leggenda che ha a che fare con il mito del dio Clitunno, divinità che affonda le sue radici nella religiosità preromana e forse ha origini autoctone. Quel che è certo è che fu celebrato in epoca imperiale e ci sono testimonianze della presenza dell’imperatore Caligola che avrebbe frequentato i “clitunnali” feste in onore del Dio che si tenevano in primavera.

     

 

via flaminia7, CAMPELLO SUL CLITUNNO