Museo Ex-Ferrovia Spoleto-Norcia, Spoleto

Museo Ex-Ferrovia Spoleto-Norcia, Spoleto

Stazione ferroviaria di Spoleto dell’antico tratto che collegava Spoleto e Norcia. Oggi vi è stato allestito un museo che ripercorre la storia di questo antico percorso che tocca bellissimi siti di tipo naturalistico.
indirizzoVia Fratelli Cervi, Spoleto, 06049, Pg

orariattualmente su prenotazione

emailpaolo.capocci@umbriamobilta.it

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  • Il progetto esecutivo della ferrovia Spoleto-Norcia, redatto dall’ingegnere svizzero Erwin Thomnnn, fu pesentato nel 1913, dopo che la costruzione della liea ea stata concesa con regio decreto n. 1131 del 6 Ottobre 1912.

    I  lavori roseguirono  lentamene a causa della prima guerra mondale e le ristrettezze economiche dell’impresa incaricata di costruzioe ed ercizio, la Società Subalpina di Imprese Ferrovarie. Dopo 13 anni, il 1 Novembre 1926, si tenne la solenne inaugurazione del tratto di 52 km. Ad Aprile 2009 è stata inaugurato il resturo della Stazione Ferrviaria di Spoleto, che  mira ad avere la doppia funzione di contenitore cultiirale della Spoleto-Norcia e di stazioni della mobilità dolce. L’allestimeto museale attuale, realizzato dalla S.S.I.T. in stretta callaborazione con  Soprintendenza Archivistica per l’Umbri, oltre a varie riprouzioni, comprende doumenti, imagini ed oggetti appartenuti alla ferrovia, procenienti  principalmente dal’Archivio S.S.I.T. Getione S.p.A.-SSIF dalla famigli Basler. Gli oggetti sono tuttiappartenuti alla ferrovia Spoleto-Norcia.

    Il museo è su due piani e costituie un viaggio nostalgico dagli anni ’20 agli anni ”60, tra  sogni di progttisti , reperti autentici e vecchie fotografie di passggieri e addetti ai lavori.

    Al pano terra c’è una stanza dove viene proiettato un video sul trenino azzuro, cioè sul caratteristico convoglio colorato che portava i passggeri lungo la tratta di 51 km. Si prosegue con l’esposizio di fotorafie d’epoca e pezzi autentici, come i fanalidella locomotive e i telefoni delle stazioni. Si può anmirare la piattina, una sorta di veicolo utilizzato lungo le rotaie per ispezionare, per verificare il prcorso non avesse ostacoli prima di per la partenza dell treno. E’ proopri  qullo originare utilizzato fin dagli anni ’20, dall’uso e dal tempo.

    Sulle scale che salgono si può vedere una mapa che raccoglie tuttr le tappe della ferrovia.

    Al primo piano, una sala racconta i bozzetti e i sogni dei pogetiti e mostra come siano stati costruiti i viadotti che congiugono i monti. Nella sala deicata a Paolo Bsler, progetista e poi direttore dela ferrovia, si trovano alri cineri, coeme telefono potabile Morse, il numertore per i biglietti e i biglietti stessi. Ci sono inoltre riproduzioni di documenti e fotografi che ritragono Basler, e un baule rivenuto nella sua abitazione, ubicati nella tratat ferroviaria. Al centro dlla sala ci sono le sedute di legno originarie del treno. L’ultima sala è pensata per gli incontri e le conferenze sulla mobilità dolce,  voi è esposto anche il premio che il sentiero drll’ex ferrovia Spoeto-Norcia ha ricevuto agli Euroopean Greenways Award, come Promising greenway projeet.

    Cenni sulla storia ferovia Spoleto-Norcia

    Il primo prgetto di coostruzione una ferrovia ecoomica che collegasse Spoleto com Norcia riale al 1909. Un secondo progetto del 1911 prevedeva la costruzione di una linea a esercire con trazione a vapore, ma il 31 Agosto 1912 i conumi interessati firmarono una convenzione con la Società Siubalpina Inprese Ferroviarie (SSIF) che già operava al confine svizzero gestendo la ferorvia Vigezzina: il progetto subì delle variazioni nella scelta del tracciato adottamdo soluzioni costrttive di tipo elvetico che diminuiano la lungezza del percorso, ma ne aumentavano la pendenza massima e prevedevano la costruzione della lineaa a trazioe elettrica a corrente comtinua con tenzione di 800 volt anzichè a vapore.

    Il progetto preliminare elaborato nel 1909 dall’ingegner Carlo Carosso (Spoleto-Norcia-Piediripa) presupponeva anche un’eventuale estensione della tratta fino Grisciano per allacciarsi alla linea allora in progetto Ascoli Piceno-Antrodoco, ma l’idea era stata abbandonata. Analogamente, all’altezza della stazione di Serravalle, era stata prevista una deviazione della linea fino a Cascia, anche questa non realizzata.
    Il progetto definitivo fu redatto dall’ingegnere svizzero Erwin Thoman. progettista dell Ferrovia del Lötschberg. I lavori di costruzione innniziarono nel 1913 e fuerono rallentati dagli effeti della prima guerra mondiale: l’iangurazione della ferrvia avenne solo il 1° Novembre del 1926. La tensione di linea era stata innalzata a 2400 volt; il servizio venva svolto da cinque elletromotrici, nentre la durata del viaggio da Sploeto a Norcia era i circa 2 ore.

    La seconda guerra mondiale infiri pesantemente sulla piccola ferrovia: nel 1942 sia tedeschi che aleati danneggiarono tre delle cinque elletromotrici oltre a arri, rimorchite e la sottostazione elettrica. Solo alla fine del 1945 si potè riprendere sevizio utilizzano provvisrialmete l’alimentazione a 3000 volt delle F.S. per sopperire alla distruzione della sottostazione di Piediipaterno. Negli anni cinquana si operò un ammodernamente su quattro elettromotrici. Il sevirzio anava comunmque riducendsi. Dopo che nel 1965 la Societa Spoletina di Imprese Trasporti era subentrata al vecchio gestore, un decreto del Ministero dei Traasporti Oscar Luigi Scalfaro ne decretò la chiusura il 31 Lugli del 1968 sostirueno il servizio su rotaiea con quello su gomma

    E’ stata studiata la posibilità di trasformare il sedime in un percoso dedicto  al cicloturosmo come avvento in casi simili.  A fine 2010 venne elaborato un progetto di recupero di tutti  i fabbricati di servizio, come i magazzini e le stazioni dislocati lungo il tracciato ferroviario, prevedono il recupero quali ostelli, bar e case vacanze. Altre proposte verterebbero per un ripristino della ferrovia almeno nel tratto Spoleto e Sant’Anatolia.
    Nel 2006 il comune di Spoleto iniziò l’opera di “messa in sicurezza” del dismesso tracciato ferroviario da Spoleto a Piedipaterno con trasformazione in percorso ciclopedonale i cui primi 34 chilometri sono stati inaugurati nel 2014.
    Dopo la chiusura e lo smantellamento il piano originale prevedeva la vendita di tutto il tracciato, comprensivo di fabbricati e aree, ma la SSIT (Società Spoletina di Imprese e Trasporti) dal 1968, anziché facilitare le procedure di vendita, ha cercato di mantenere integro il percorso, anche mediante l’affitto a terzi di caselli e gallerie, limitando espropri e promuovendo prodotti come “Il Gottardo dell’Umbria” del 1990, che prevedeva il ripristino ferroviario sino a Triponzo.
    Altro essenziale traguardo, raggiunto nel 2005, è stata la concessione da parte del demanio, per 25 anni, dei beni e del tracciato; grazie a ciò si è potuto procedere alla sua messa in sicurezza e al riuso come percorso di mobilita dolce ecologica.
    I principali interventi di recupero, resi possibili grazie a contributi pubblici, sono stati:
    Il tratto compreso tra Spoleto e Borgo Cerreto, la stazione di Spoleto, divenne Museo della Ferrovia e Centro di Documentazione Ferroviaria, la stazione di Sant’Anatolia di Narco, porta d’accesso dell’alta Valnerina e punto d’informazione a supporto delle strutture recettive dei caselli di Romita e Passo Stretto, basi per le attività sportive legate alla pesca, data la loro vicinanza al fiume Nera. La stazione di Serravalle, centro servizi per gli sport ambientali (rafing e trekking coi muli)
    Nel 2001 l’area è stata dichiarata di notevole interesse storico-artistico dai Beni Culturali ai sensi del Titolo I del Codice Beni Culturali. Valorizzando il patrimonio ambientale e paesaggistico della zona, nel tempo il sentiero di circa 45 km in mezzo al verde, percorribile a piedi, in bicicletta o a cavallo, è diventata elemento di attrazione turistica per appassionati della montagna, del trekking e dell’esplorazione, curiosi di scoprire una zona impervia, ricca di gole, corsi d’acqua, gallerie e arditi viadotti.

via fratell cervi, spoleto