Rocca Albornoziana e Museo Nazionale del Ducato di Spoleto

Rocca Albornoziana e Museo Nazionale del Ducato di Spoleto

Complesso architettonico fortificato fatto edificare dal Cardinal Albornoz dal 1360 nell’ imminenza del rientro della sede papale da Avignone a Roma. Sede residenziale per i rettori del Ducato, i governatori della città, i legati pontifici, è stata dal 1817 al 1982 carcere. Da visitare assolutamente all’interno gli ambienti del Salone d’Onore, la Camera Pinta e sopratutto il museo del Ducato di Spoleto.

 

Accessibilità Soddisfacente Accessibilità soddisfacente

indirizzoPiazza Campello, Spoleto, 06049

orari Rocca: tutti i giorni 9,30-19,30-Museo Nazione del Ducato di Spoleto 9,30-19,30 chiuso il lunedì
biglietteriaIntero 7.50, Ridotto A (gruppi, dai 15 ai 25, over 65) 6.50, Ridotto B (7-14 anni) 3.50, gratuito fino a 6 anni
emailspoleto@sistemamuseo.it
tel_modificato-10743.224952/0743.223055/3405510813

    • DSCF5838
    • DSCF5842
    • DSCF5849
    • DSCF5864
    • DSCF5886
    • DSCF5887

    Ambiente esterno: la Rocca si trova nella parte più alta della città. Attualmente per raggiungerla da Piazza Campello si accede alla porta principale e con una strada asfaltata di 200 metri circa si arriva al parcheggio sottostante la struttura. Fra qualche tempo sarà possibile parcheggiare a Piazza Campello e con gli ascensori che fanno parte del progetto di mobilità alternativa della città sarà possibile accedere direttamente all’ interno dei ambienti della struttura. La Rocca, stando in una posizione isolata non ha molti servizi nelle vicinanze. A circa 500 metri si trova Piazza del Mercato e Corso Mazzini dove si trovano la maggior parte dei servizi.

    Parcheggio: è presente, in asfalto, non molto ampio ma con buone possibilità di manovra dei veicoli. Dista solamente qualche metro dall’ ascensore d’ ingresso ma buona parte del percorso è in ciottoli sconnessi .

    Percorso: all’interno della struttura si possono visitare il Museo del Ducato di Spoleto che occupa le sale del primo e secondo piano e gli ambienti storici della rocca, in particolare il Salone d’Onore e la Camera Pinta al piano superiore. Con un ascensore (ingresso 80 cm e porta precedente 90 cm) si arriva in una grande sala del museo del tutto accessibile, caratterizzata dalla presenza di 2 rampe in legno, facilmente percorribili.Da lì si esce tramite 2 porte, una tagliafuoco ( 140 cm),l’ altra di 112 cm nel portico del piano superiore. Da li, con un percorso del tutto accessibile si accede al Salone d’Onore (porta tagliafuoco di 140 cm) e la Camera Pinta  (con ingresso  110 cm).Tutte le superfici da percorrere sono lisce, facilmente percorribili, con ottime possibilità di manovra. Dal piano superiore con un ascensore con ingresso di 80 cm, preceduto da 2 porte di 85 cm e 75 cm, si scende al piano  inferiore nelle sale del museo. Qui c’è da utilizzare anche un montacarichi (105 cm x 144 cm )  con l’aiuto del personale del museo. Ora è possibile  visitare le sale  dei museo oppure uscire direttamente sul Cortile D’Onore con porta a vetri di 125 cm. Il Cortile  d’ Onore ha una pavimentazione a ciottoli, un pò  disconnessa ma tutt’intorno  c’è un marciapiede dalla superficie liscia, facilmente percorribile. Con una rampa di legno è possibile accedere alla Sala Eugenio IV dove si trova la biglietteria e il bookshop. Da lì con un ingresso di 103 cm si accede facilmente nella zona bar e guardaroba. Ritornando nel Cortile d’Onore si può far visita al Cortile delle Armi (superficie asfaltata)  oppure uscire tramite una porta tagliafuoco di 156 cm ed un lungo corridoio. Superato il portone in legno e ferro di 170 cm di larghezza si può tornare al parcheggio.

    Wc: si trova in  fondo al Cortile delle Armi; non è del tutto accessibile per le difficoltà manovra all’interno di spazi non molto grandi.

  • La Rocca sorge sul Colle Sant’Elia dove anticamente sorgeva un’acropoli (V°sec. A.C.), iniziata nel 1359 su commissione del cardinal Albornoz che voleva farne una dei punti saldi d’appoggio del dominio papale al ritorno della Cattività Avignonese. Dal 1362 il cantiere era diretto dal Gattapone che progettò una poderosa costruzione a pianta rettangolare con sei torrioni, divisa in due corpi quadrati da un imponente braccio quadrato. All’interno lo spazio è articolato intorno a due cortile. il Cortile d’onore, per le funzioni residenziali e di rappresentanza e quello dell Armi, destinato a funzioni militari. Fino alla metà del ‘700 la Rocca fu abitata dai governatori pontifici e a più riprese ampliata e decorata da affreschi, elementi lapidei stemmi che ricordano le molte frequentazioni illustri. Dopo un periodo d’abbandono dal 1817 al 1982 fu utilizzata come struttura penitenziaria. La struttura venne poi comprata dallo Stato ed è stata così oggetto di grandi interventi di restauro. Il restauro a rimesso in luce un vasto patrimonio di decorazioni pittoriche dal tardo ‘300 al ‘700 in ambiente gravemente manomessi dall’uso carcerario della struttura. Di particolare interesse la Camera Pinta , all’interno della torre Maestra interamente affrescata sotto il governatorato di Tomacelli (1392-1416). Le scene rappresentate, di maestranze locali ma non solo, sono di soggetto cortese e cavalleresco. Numerosi affreschi tardo-cinquecenteschi e seicenteschi ornano il loggiato del cortile d’Onore, l’andito tra i due cortili, ed anche altri ambienti. All’interno dell Rocca vi è il MUSEO DEL DUCATO DI SPOLETO inaugurato nel 2007 dopo il restauro degli ambienti interni della fortezza. L’allestimento occupa 15 sale ed è organizzato su due livelli. Le opere e i materiali, esposti in modo cronologico, testimoniano la vitalità artistica e l’unità culturale del vasto territorio del Ducato di Spoleto in un periodo storico che va dal IV° al XV° secolo. I reperti del IV° e V° secolo testimoniano lo sviluppo delle prime comunità cristiane del territorio e del fenomeno del monachesimo. Le opere del periodo alto-medievale illustrano invece la rilevanza politica e culturale di Spoleto quando fu capitale di uno dei più importanti ducati longobardi in Italia. La seconda sezione del museo ospita sculture e pitture realizzate a partire dal periodo romanico fino al Rinascimento, a testimonianza dell’evoluzione artistica della città.

 

 

 

 

 

piazza Campello, Spoleto